Home | Biografia | Le Opere | Scrivimi | Le Mostre | Recensioni | I miei Link
 

ELISABETTA PELLATI

ELISABETTA E L'ARTE

Ogni artista ha un suo percorso comunicativo che lo porta, nella padronanza della tecnologia espressiva, ad un personale approccio con l’arte che utilizza per esprimersi e che lo rende originale. Essendo l’arte sostanzialmente comunicazione, Pellati riesce a comunicare facilmente gesti, impressioni, umori e colori utilizzando tecniche diverse senza perdere di vista l’effetto che ottiene su chi guarda. Dalle sue opere si evince uno studio continuo del mezzo espressivo, una continua ricerca della giusta proporzione, un continuo scandagliare l’intimo per esprimere e riuscire a far comprendere il messaggio che in primo luogo voleva far arrivare agli astanti. E’ come se, nel tratteggiare un dettaglio, ti chiedesse timidamente: “Sono riuscita a spiegarmi?”. E il messaggio arriva, dal controllo dell’accostamento dei colori, dalla pennellata, dal soggetto, dal mezzo utilizzato per inviarlo. Arriva attraverso l’esposizione dell’insieme delle sue opere che testimoniano l’estro di una ricerca metodica sull’uso delle tecnologie e dei materiali utilizzabili, dei punti di vista da cui si possono vedere le cose, dal sentimento che le muta nella loro essenza. Colori tenui o intensi, luci solari, ombre si inseriscono nel soggetto scaturendo riflessioni, allegria, tristezza. Soprattutto, il messaggio non è soverchiato dalla tecnologia utilizzata ma è sovrapposto, facilmente fruibile. La tecnica è, in queste opere, l’onda portante, non la comunicazione in sé e si amalgama piacevolmente formando un insieme estetico.
Le astrazioni lasciano l’idea finale nell’osservatore che non siano degli studi fini a se stessi ma che seguano un percorso di idee, di linee che sviluppano una prospettiva di racconto delle emozioni dell’artista. La spontaneità del racconto impedisce la prevedibilità delle sue opere che spaziano su accenti diversi. L’artista è incuriosita dal mondo che la circonda e che vede ora con le ali della fantasia, ora con la lente del quotidiano, ora con la voce del tuo vicino che ha visto qualcosa di bello e ti dice: “Guarda!”.

MUZIO PIGNALOSA


 

Processo di crescita creativo: dall’Io al Se

Ciò che appare nei lavori di Elisabetta Pellati, è l’ampiezza di ricerca e la sua spazializzazione che verifica il proprio mondo interno, l’introspezione centrifuga indaga nel proprio inconscio le conflittualità e crea le morfologie fisiche; le emozioni, i pensieri vengono visualizzati espressi in forme comprensibili. L’antoscopia che Elisabetta propone con i propri fantasmi introiettati vertono su un confronto dinamico tra l’io ed il proprio se. L’acculturazione ampia che l’autrice ha perseguito emerge solo a sprazzi. Le diramazioni avventurose si perdono nei meandri del microcosmo inconscio, recuperando a fatica la propria credibilità, la propria credenza. E’ un’operato energico di una caparbia poetica femminilità creatrice in embrione un processo biografico di immagini che partono dal proprio passato recuperano un tessuto di esperienze da proiettare nel futuro. Un immersione perturbante che esorcizza, conosce le parti in ombra di se stessi, le amplifica e le illumina le rende conscie a se stessi per comunicarle agli altri. La spiritualità interna, apre le porte al mondo materiale attraverso la mediazione antropomorfa; la figura umana è vista come mediatrice, rivelazione incarnazione che riflette in piccolo l’infinità dell’universo, la propria profondità.

LUCIANO BONANNI


ELISABETTA PELLATI

UNA GRANDE PASSIONE PER L'ARTE

L'arte come ricerca e sperimentazione. E' questo il credo artistico di Elisabetta PELLATI, unita ad una grande passione per l'arte.
Formatasi a Roma all’ISTITUTO STATALE D’ARTE seguita da valenti insegnanti ha avuto la possibilità di sperimentare la propria creatività con varie tecniche e materiali, dal metallo alla terracotta, ai gioielli etc.
Successivamente sente che è importante frequentare l'ACCADEMIA DI BELLE ARTI dove ha insegnanti come Sandro TROTTI e il maestro SOLENDO.
Approfondisce ulteriormente la propria formazione facendo viaggi di studio in Grecia ed in alcune città italiane (Firenze, Forlì, Ravenna).
In alcune sue opere la costruzione strutturale è affidata soprattutto al segno, prendendo spunto dalla lezione di CAGLI, unita ad elementi metallici dove la linea metallica mette in risalto il rilievo, accentuando la dimensione materica della figura bidimensionale.
La figura umana, specie quella femminile, rimane comunque al centro della sua attenzione che l'artista tratta anche con larghe pennellate di densità materica, dove il colore espressionista e dai toni irreali rimanda al soggetto ed alla propria interiorità un suo modo personale di estrinsecarsi all’esterno.
La PELLATI coglie cioè nelle sue opere pittoriche l’essenzialità della figura in una simbologia del profondo che comincia nella sua ricerca artistica e che si collega a correnti dell’arte contemporanea.
Attualmente il suo operare fuori dall'Italia arricchisce certamente la sua sensibilità artistica e favorirà gli scambi culturali con l'Italia.

Roma 23 maggio 2004 Giuseppe ASCARI

 

ELISABETTA PELLATI

A MUVÉSZET SZENVEDÉLYE

A muvészet, mint útkeresés és kísérletezés. Ez Elisabetta PELLATI muvészeti credo-ja, melyhez a muvészet iránt tanúsított nagy szenvedély jellemez.
Rómában tanult az ISTITUTO STATALE D’ARTE-ban, érdemes tanárai keze alatt alkalma nyílott alkotói kreativitását kibontakoztatni különbözo technikákkal és anyagokkal: fém, terracotta, ékszer, és még sorolhatnánk.
Ezt követoen feltámad benne az igény, hogy az ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI-on folytassa tanulmányait, ahol olyan mesterei annak, mint Sandro TROTTI és SOLENDO.
Képzése tovább mélyül tanulmányútjai révén melyek Görögországba és olasz városokba viszik (Firenze, Forlí, Ravenna).
Muvei egy részében a strukturális építkezés föleg a jelre hagyatkozik, CAGLI tanításából merítve, mely fém-elemekkel társul, ahol a fémes vonal kiemeli a domborulatot s kihangsúlyozza a kétdimenziós alak anyagi dimenzióját/voltát.
Az emberi alak (különös tekintettel a nore) figyelme központjában marad, melyet a muvész az anyagi suruség széles ecsetvezetésével kezel, ahol az expresszionista, irreális tónusú szín, a tárgynak és belso világának sajátos kifejezésévé válik.
Azaz PELLATI festményeiben az alak lényegiségét ragadja meg a mélységek szimbolikáján át, amely muvészi keresésében kezdodik és a kortárs muvészet vonulataihoz kapcsolódik vissza.
Jelenleg Olaszországon kívüli tevékenysége bizonyára gazdagítja muvészi érzékenységét és elomozdítója lesz az Itáliával való kulturális cserének.


Róma, 2004. május 23. Giuseppe ASCARI


ELISABETTA PELLATI

….Artista che ha affinato le sue tecniche mediante un lungo percorso artistico fatto di studio e approfondimento delle tecniche pittoriche. Ciò che più conta è la spontaneità nell’applicare queste conoscenze e PELLATI ci riesce magnificamente. I contenuti delle sue opere sono trattati in maniera magistrale, con grande partecipazione dell’artista e soddisfazione del pubblico. La comunicazione emotiva tra l’opera e lo spettatore nasce spontanea perché l’artista vi ha profuso tutte le risorse di cui è capace la sua sensibilità di pittore. L’universo di PELLATI risponde a un codice di energie personale e proiettato nel futuro, la ricerca pittorica è continua come la sperimentazione e l’uso sapiente dei diversi materiali che, nelle sue opere convivono in una mirabile sintesi di fantasia e realtà.


Giulio BONA’ (esperto d’arte)


Elisabetta PELLATI grafica, pittrice per il delicato cromatismo delle sue opere, sempre vibrante ed accordato su una gamma armoniosa, trasparente ed intrisa di luce.

Dot.ssa Anna IOZZINO (storica e critica d'arte)


Euro Art Collection
"LE NUOVE AVANGUARDIE"
Gemellaggio artistico-culturale
ITALIA - ROMANIA - AUSTRIA
ELISABETTA PELLATI
- DISTENSIONE -- CHIUDI IL BECCO -
Nota critica
Un'artista, ELISABETTA PELLATI, la cui visione pittorica trova già, nella lettura delle opere rappresentate, non solo un occhio, ma una spugna di sensazioni. La sua acribia stenografica le consente di dare sfogo al virtuosismo della sua tecnica espressionista e astrattista, per una sintassi coloristica diluita del monocromo ed una declinazione esasperata al mosaico pre-divisionista, in scansione con alfabeti stenografici abbreviati ad un decorativismo che conosce la sorte di un alfabeto Morse, nel quale, volute e segni curvilinei, contano come le parole.
Le sue opere sono rappresentative ad un simbolismo-luminista-costruttivista, mentre l'artista mette a nudo nell'acuirsi del sogno immaginario, la coscienza. Un genere espressivo che, per il prevalere della componente immaginaria ed onirica su quella figurativa, richiede allo spettatore ed al critico, una sorta di attenzione emotiva, atta a intendere le vibrazioni, nella ricerca di un punto di equilibrio tra forma e contenuto, con un alterno prevalere, ora, dell'aspetto formale sia pur sintetizzato, nella forma come nel colore, ora dell'aspetto contenutistico, con istanti felici, ludici, di sospensione fra l'irreale e il reale. Dove le due componenti si bilanciano per forza di astrazione .
Un'arte, quella di Elisabetta, giocata sulla suggestione, la cui forza rappresentativa è tutta giocata sull'immediatezza dell'impatto emotivo, dove il ritmo emozionale prende, per così dire, la mano dell'artista, aggirando quegli elementi del linguaggio (prospettiva, cromatismo, figurazioni...) che pure costituiscono uno dei punti di forza della sua poetica.
Un bagaglio di esperienze sperimentative che consentono di approfondire il suo mondo intcriore e il suo bagaglio tecnico.

(Alfredo Pasolino - critico e storico dell'arte)